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Campionato finito. I voti ai 20 Direttori Sportivi d’Italia

16/05/2012 in L'Editoriale

Alla fine siamo convinti che 38 giornate siano sufficienti per esprimere un verdetto. Forse sono anche eccessive ed il campo difficilmente si sbaglia, in un arco di tempo così lungo. L’errore dell’arbitro, la partita vinta o persa ingiustamente a metà maggio non hanno più motivo di esistere. Vince il più forte, perde il più debole. Non perdiamo le buone abitudini e, come giudichiamo i Direttori Sportivi alla fine di ogni sessione di calciomercato, li giudichiamo anche a fine campionato; senza dubbio compito più facile.

Atalanta – Pierpaolo Marino Voto 8 Arriva e, come sempre, si presenta con autorità ed autorevolezza. Entra in un club reduce da un’estate burrascosa ma indovina tutti gli acquisti (il suo Denis salva la stagione alla Dea). Entra nel cuore del Presidente Percassi che, perché non fugga, gli fa firmare un contratto di 5 anni, gli mancava solo l’indeterminato. Costruisce un ottimo rapporto con Colantuono e lo tutela, anche se quest’anno non ce n’è stato bisogno. Ma soprattutto fa innamorare i tifosi di Bergamo, i quali non hanno mai amato tanto un direttore. Gestisce benissimo il caso Masiello, allontanandolo al momento opportuno e spegnendo i riflettori quando si accendono sul gruppo.

Bologna – Maurizio Setti Voto 6,5 Il Bologna più bello delle ultime stagioni. Pioli valorizza il gruppo e, nonostante pochi nomi altisonanti, riesce a far vedere anche un bel calcio. Cagliari – Francesco Marroccu Voto 6,5 Voto e giudizio da dividere con Massimo Cellino. Tranne la gestione degli allenatori, la squadra risponde bene e si salva con largo anticipo. Ibarbo è una plusvalenza assicurata, Astori l’oro da gestire con oculatezza. L’esilio dallo stadio non dipende da lui. Conferma di lavorare bene ed in silenzio.

Catania – Pietro Lo Monaco Voto 8 Peccato che sia ai saluti. Ha dato al Catania anima e core. Un mare di plusvalenze e la scommessa Montella vinta contro tutto e tutti. Pulvirenti se ne pentirà. Faceva mercato, creava centri sportivi, gestiva giardinieri, elettricisti e autisti. Catania è lui. Un saluto con il cuore in mano. Finalmente Preziosi ha fatto il colpo della vita.

Cesena – Lorenzo Minotti Voto 4 Peggio di così Direttore e Presidente non potevano fare. Spendono tanto, alzano il tetto ingaggi da far schizzare il bilancio del club. Sbagliano la scelta del primo allenatore e rinnegano quella del secondo. Credevamo anche noi che con le figurine si potesse fare un buon campionato, ma il campo ha detto che il Cesena è stato ultimo in tutto.

 Chievo Verona – Giovanni Sartori Voto 7 Un vero fenomeno. Un Direttore che la domenica quando gioca la sua squadra va a vedere altre partite e spegne il telefonino per 90 minuti è una storia da raccontare. Grande conoscitore di calcio, gestisce bene il gruppo durante tutta la settimana. Anche quest’anno ha vinto tutte le sue scommesse. E’ l’oro di Verona. Parla poco ma comanda tutto e tutti. Astuto nelle trattative, prima di cedere un suo calciatore fa impazzire i colleghi perché guarda anche all’euro.

Fiorentina – Pantaleo Corvino Voto 4 Alla fine anche i Della Valle hanno individuato il male. Il Corvo ha perso colpi, ormai sazio dei successi ottenuti negli anni precedenti. Sono 4 sessioni di calciomercato che non ne indovina più una. I risultati di questi due anni lo inchiodano. La colpa non era di Mihajlovic ma semplicemente di una squadra sopravvalutata. Certo se la scelta futura ricadrà su Oriali, a Firenze rischieranno davvero di rimpiangere Corvino. Abbiamo detto tutto…

Genoa – Stefano Capozucca Voto 4,5 Le provocazioni sono due: gli avremmo voluto mettere 8 perché le colpe del mercato scellerato sono soprattutto del Presidente Preziosi e perché lui i calciatori bravi li porta anche a Genova, peccato che ci sia qualcun altro che, senza neanche vederli, li gira ad altre squadre: Boateng, El Shaarawy, Acerbi. Benvenuti alla Caritas di Genova…

Inter – Marco Branca Voto 4,5 Un campionato così deludente nessuno avrebbe potuto immaginarlo. Neanche il Presidente Moratti. Quasi tutti gli acquisti si rivelano sbagliati, così come le scelte dei tecnici. L’acquisto di Forlan, scelto per la Champions e non schierabile in Europa è l’emblema di una stagione iniziata male e finita con qualche raggio di sole, in una domenica sera di San Siro.

Juventus – Giuseppe Marotta Voto 9 Quest’anno non ha sbagliato un colpo. Chi gli imputa l’errore Elia o Krasic si sbaglia di grosso. Le prospettive di Elia sono infinite e Krasic, semplicemente, non è entrato in sintonia con Conte. Lo scorso anno fu deriso per l’ingaggio di Barzagli, quest’estate ha sorpreso con Vidal. Merita questo scudetto come e quanto Conte. Adesso la prova del 9: trattare i campioni. Non sarà facile ma l’allievo (Marotta) ha superato il maestro (Galliani).

Lazio – Igli Tare Voto 5 Per il colpo Klose meriterebbe 8 ma per non aver rinforzato la squadra a gennaio meriterebbe 3. Avevano il dovere di crederci e, invece, pagano l’ennesimo finale di stagione scialbo. Snervante la telenovela con Reja, va-resta-va-resta. Ancora una volta vanno a Roma e non vedono il Papa. Eppure sono di casa, qualcuno potrebbe indicar loro la strada precisa?

Lecce – Carlo Osti Voto 6,5 Il classico esempio di giudizio completamente modificato dal campo. Per il mercato estivo sembrava da bocciare dopo 3 minuti, invece, ha portato il Lecce vicino alla salvezza, prolungando l’agonia fino all’ultima giornata. I colpi, ovviamente in prestito, di Muriel e Cuadrado dall’Udinese dimostrano fiuto. Prova a creare il giusto mix ed indovina il cambio di allenatore. Non meritava di stare a casa un anno. Persona perbene ed ottimo gestore dello spogliatoio. L’ideale con una società assente.

Milan – Adriano Galliani Voto 6 Dopo agosto il Milan non vince più nulla e la sua esperienza trentennale insegna che in questi grandi club o si vince o si perde. Non esistono risultati a metà. Perdono lo scudetto nell’anno in cui non si presentano ai nastri di partenza Inter, Napoli e Roma. Fanno risorgere la Juventus che capisce le debolezze della squadra. Cercavano un terzino sinistro e dopo 6 mesi hanno bocciato Taiwo che non doveva neanche oltrepassare il cancello di Milanello. Allegri gli boccia tutto il mercato e Galliani continua a tutelarlo. Qualcosa non ci torna. Rinnova ad Inzaghi per poi denigrarlo un anno intero. Punta a gennaio su Mesbah e nel derby, senza Antonini, gli viene preferito addirittura il giovane De Sciglio. Acquista Maxi Lopez e non si nota quasi mai, se non per le continue bocciature del mister. La sensazione è che con l’addio dei big si vada incontro ad un Milan formato Juve, dello scorso anno, ed Inter di quest’anno. Lui il colpo l’aveva fatto a gennaio, ma se da Arcore gli hanno fatto saltare tutti i piani, la colpa non è certo di Galliani.

Napoli – Riccardo Bigon Voto 5,5 Restare fuori dalla Champions, dopo averla vissuta da protagonista, fa male. Non capiamo perché il Napoli non blindi Lavezzi, suo gioiello più importante. Se ci fossero stati problemi di bilancio avremmo capito, ma non ci si può nascondere dietro una clausola rescissoria che mai nessuno pagherà. Troppi acquisti non protagonisti. Delusione Dzemaili, Inler fratello gemello di Udine, Chavez, chi? Edu Vargas, dov’è? 8 milioni per Britos vs Lavezzi 5 milioni. Fernandez e Fideleff riserve di Cannavaro e Aronica. Meglio fermarci qui.

Novara – Mauro Pederzoli Voto 4 Il Presidente Massimo De Salvo paga a caro prezzo il suo unico grande errore di stagione. Toppa completamente la scelta del DS e si ritrova dopo appena 10 mesi di nuovo in serie B. Di fronte ad errori tecnici, passano in secondo piano le ottime strategie di marketing, grazie al Direttore Luca Faccioli con il gioiellino Novarello, e bilanci in pieno attivo. Pederzoli gli strappa un contratto triennale a troppi zeri, troppi! Gli fa pagare 2,5 milioni di euro la metà di Morimoto e Lo Monaco fa ancora i falò sulla spiaggia di Taormina. Pederzoli preferisce Granoche e Meggiorini a Kozac e Muriel, propostigli in estate. Punta su difensori saturi e nello spogliatoio del Novara hanno affisso una foto di Pederzoli con la scritta “Chi l’ha visto?”. E’ bastato l’arrivo a stagione conclusa di Giaretta, per mettere almeno ordine in società.

Palermo – Sogliano – Cattani- Sagramola- Miccichè- Panucci Voto… Diteci prima chi ha operato sul mercato e poi lo giudicheremo. Parma – Pietro Leonardi Voto 7 Testa dura, orgoglioso, quando perde permaloso, ma con il carattere da vincente. Grande annata a riscattare una precedente stagione deludente. Si salva con cavallo e carrozza, punta tutto su Giovinco e lo rende uno dei top level del campionato. Costruisce una gran bella squadra ed ottiene il massimo risultato. Il cambio di Colomba poteva essere gestito meglio ma il campo gli dà atto che la classifica è importante, quindi nulla da aggiungere. Meriterebbe una chance importante.

Roma – Sabatini-Baldini Voto 5 70 milioni di passivo per un settimo posto equivalgono a 10 milioni per posizione. Costato caro questo campionato. Difendono, e fanno bene, la scelta di Luis Enrique ma non sono capaci a trattenerlo. Parlano di progetto ma se cambia il geometra siamo punto e a capo. Troppe novità in una sola sessione, quando invece bisognava tenere l’intelaiatura vincente dei Sensi ed impreziosirla con due-tre innesti fondamentali. Ad inizio anno rischiano di perdere Totti, poi lo recuperano. La tirano lunga per il rinnovo di De Rossi ed adesso cosa fanno? Riprendono Montella che avevano scartato a priori solo perché apparteneva alla gestione precedente? E’ come mollare la propria ragazza perché poco carina, poi lei si fidanza con George Clooney e la si rivuole a tutti i costi. Poca convinzione e scarsa personalità.

Siena – Giorgio Perinetti Voto 7 Re Giorgio non ne sbaglia una. Vince a Bari, promuove il Siena e lo salva fischiettando. Esempio di carisma, professionalità e competenza. Il suo futuro Presidente Zamparini aveva pensato anche a lui, a Sannino, ma senza avere il coraggio di ingaggiarlo. Le indovina tutte. Se adesso riuscisse a cambiare anche Palermo, meriterebbe una statua.

Udinese – Fabrizio Larini Voto 8,5 Nelle pagelle di inizio anno (non noi) gli avevano messo 4 per aver venduto i pezzi forti. Lui, che rappresenta una squadra di mercato capitanata da Gino Pozzo e composta da tanti scout, sapeva che in casa aveva più oro dell’argento ceduto. Ad Udine hanno addirittura migliorato il quarto posto di un anno fa. La Regina d’Italia che chiude dietro solo a Juve e Milan. Bilancio attivo in cassa e sul campo. E qualcuno in città addirittura non apprezza il lavoro del club: follie provinciali. Handanovic, Danilo, Benatia, Basta, Isla, Armero, Asamoah, Pereyra. Immaginate se Pozzo li mettesse tutti sul mercato cosa accadrebbe. Andrebbero via in un secondo facendo portare a casa circa 110 milioni di euro. Invece il progetto è talmente vincente che se ne potrebbero cedere almeno tre e restare, comunque, ancora più forti di prima con i rientri di, per fare due esempi, Muriel e Cuadrado.

fonte: tuttomercatoweb.it

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