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Via al gran mercato delle carni pallonare: sei consigli per non farvi fregare. Milan: oltre a Tevez altre due pedine. Inter, le tre idee di Moratti. De Rossi: un milione di motivi per andare

03/01/2012 in L'Editoriale

Da oggi i figli di buona donna come me se la ridono beati. Apre il calciomercato delle carni pallonare, che una volta era una cosa seria e oggi pure, solo che mancano le palanche, i quattrini, il grano sonante. E allora funziona così: noialtri figli di buona donna ascoltiamo, valutiamo, telefoniamo, ponderiamo e, ogni tanto, le spariamo grosse. La questione è banalmente spiegata dalla catena del giornalista cazzaro con la penna in mano e il foglio vuoto: 1) Non ci son soldi 2) Non si fanno affari, al massimo scambi. 3) Il pennaiolo senza “polpa” finge di credere a voci incredibili e scrive di affari quantomeno visionari.Ecco, quindi, il prontuario per capire il grado di attendibilità delle notizie di mercato. Consiglio numero 1: non fidatevi dei figli di buona donna. Consiglio numero 2: se un giocatore è accostato a più di due squadre significa che non c’è niente di serio. Consiglio numero 3: non fidatevi del gioco delle percentuali. Se vi dicono “il giocatore X è dell’Inter al 90%” significa semplicemente che il giocatore X NON è dell’Inter e probabilmente l’Inter non ne sa niente. Consiglio numero 4: fidatevi solo e soltanto di chi vi parla di scambi, prestiti, baratti. Di tutte quelle operazioni, cioè, che non contemplano passaggio di denaro da una tasca all’altra. Consiglio numero 5: spulciate per bene i nomi dei calciatori svincolati. Quelli andranno via come il pane. Consiglio numero 6: non prendetevela se un giorno vi diciamo che un affare è certo e il giorno dopo si realizza il contrario: anche tra gli operatori di mercato si sprecano i figli di buona donna.

Ora, detto che chi scrive non è meglio degli altri e a volte lavora più con l’intuito che con le notizie, proviamo a capire a che punto siamo al PRIMO giorno di mercato (dobbiamo arrivare al TRENTESIMO, che Dio ci scampi).

Il Milan punta Tevez e dice: “O lui o nessuno”. Credete a noialtri, son balle. E cioè: il Milan probabilmente prenderà Carlitos ma non si fermerà lì. Troppo esperti Galliani e soci per non sapere che i rossoneri, oltre a un supplente di Cassano, hanno due caselle da riempire per sopportare il doppio impegno coppa-campionato. Al diavolo serve un centrocampista con qualche idea (Montolivo?) e un terzino sinistro (dopo sei mesi possiamo dirlo: Taiwo ha fallito). Solo così può pensare di arrivare in fondo alla Champions League.

Ancora più complicato il discorso Inter. Moratti ha messo il becco per il solito Tevez, ma sa (perché non può non saperlo) che il suo mister ha altre esigenze. L’Inter è una squadra lenta come l’orologio a scuola all’ultima ora del sabato. Ranieri ha fatto un mezzo miracolo e con la strategia del “giochiamo male ma vinciamo” ha riportato i nerazzurri nella zona bella della classifica. All’Inter possono fare due cose: 1) Provare a prendere Tevez e continuare a faticare in mezzo al campo e sugli esterni (a sinistra, soprattutto). 2) Tenere Tevez come eventuale ciliegina sulla torta dopo aver centrato due colpi in mezzo al campo e uno sulla fascia (in difesa, con Jesus, è praticamente fatta). Nomi possibili: Montolivo o Palombo (basta volerlo), Vargas, Lucas.

Un po’ di realismo: tutti questi fenomeni o presunti tali non arriveranno. Probabile che il mercato nerazzurro si fermi a due nomi. Quali? Al momento non lo sa chi scrive e non lo sa neanche chi opera sul mercato nerazzurro.

Capitolo Juventus. Borriello è un grande acquisto e Marotta sta facendo davvero bene. I problemi però sono ancora tanti: bisogna vendere, vendere e vendere (punte, esterni, giocatori fuori rosa) magari riuscendo a guadagnare qualcosa. Non sarà facile. In più bisogna comprare quella pedina che da un anno fa penare tutti i tifosi bianconeri: il centrale della difesa. Se Marotta pensa di cavarsela col cavallo di ritorno Caceres (con Chiellini che tornerebbe a giocare in mezzo) azzarda tanto, troppo. Diciamolo ad alta voce: una squadra che vuol vincere il tricolore ha bisogno di un leader in mezzo alla difesa. Chiellini, Barzagli, Bonucci non sono leader ma ottime “spalle”.

Ultime, spinosissime, questioni finali.

De Rossi non è mai stato così lontano dalla Roma come in questo momento, ma questo – badate bene – non significa che lascerà la capitale. Il City è disposto a offrire un ingaggio principesco al giocatore dal contratto in scadenza (sei milioni l’anno), lui deve decidere: o firma il prolungamento con la Roma alla stessa cifra (e con clausola rescissoria a 20 milioni) o si libera a fine mese e magari strappa un milioncino in più di ingaggio con gli inglesi (se non pagano il cartellino saranno ben contenti di darglielo). Soldi a parte, la sensazione è che De Rossi abbia voglia di cambiare aria a prescindere tentativo di mediazione che il sciur Pallotta farà il giorno dell’Epifania.

Per chiudere quattro considerazioni sul triangolo (poco) amoroso Ibra-Pato-Allegri. Uno di questi tre a fine anno è destinato a lasciare il Milan. L’ordine di probabilità al momento dice 1) Pato 2) Allegri 3) Ibra. Se il mister non c’entrerà lo scudetto l’ordine si rovescerà in questo modo 1) Allegri 2) Pato 3) Ibra, ma chi vi scrive è figlio di buona donna e a prescindere da tutto scommette sulla terza soluzione: 1) Ibra, 2) Allegri, 3) Pato. Ibra via dal Milan? Ma siamo matti?! Leggete tra le righe, nulla è impossibile…

fonte: www.tuttomercatoweb.it

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